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UNIONS : il 28 in piazza per l’opposizione sociale


UNIONS-banner-300x300L’Associazione LiberaRete aderisce alla manifestazione Unions del 28 marzo a Roma indetta dalla Fiom.

I decreti attuativi varati del Jobs Act annullano i diritti basilari previsti dallo Statuto del lavoratori, facilitando licenziamenti individuali e collettivi che estendono la precarietà istituzionalizzandola.

Agli attacchi e smantellamento dei diritti dei lavoratori si sommano i percorsi autoritari di riforme istituzionali atte a ristringere gli spazi di agibilità democratica sia sul piano della rappresentanza politica che sindacale.

L’attuale governo pare svolgere da punto di mediazione tra gli interessi delle imprese e dei mercati e i dictat dell’Unione Europea, arbitro tra gli interessi del capitalismo nazionale e quello internazionale. Ogni altro soggetto politico, sindacale, sociale vuole essere relegato a ruolo di spettatore o per una concertazione atta a gestire il disagio sociale.

La disarticolazione della sinistra politica nel nostro paese ha impedito una adeguata risposta ed una ferrea opposizione politica a questi percorsi di disgregazione sociale che stanno giungendo al loro apice in questi mesi.

L’appello a un percorso politico comune di lotta atto all’avvio di un processo di riaggregazione dell’opposizione sociale ci trova concordi. Noi dell’associazione LiberaRete e della SocialWebTv Libera.Tv saremo presenti come militanti e come operatori dell’informazione dal basso per contribuire con i nostri mezzi alla riuscita della manifestazione.

Associazione  LiberaRete
Redazione       Libera.Tv

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ATENE CHIAMA – Noi con la Grecia


 

IL 14 FEBBRAIO DALLA PARTE GIUSTA

E’ cambiata la Grecia, cambiamo l’Europa

 

#dallapartegiusta

#dallapartegiusta

L’Associazione LiberaRete aderisce con convinzione alla manifestazione nazionale convocata per il 14 febbraio in solidarietà con la Grecia ed il suo tentativo di cambiare la politica e economica europea.

In particolare ci vogliamo impegnare a dare visibilità sul web alle ragioni delle migliaia di persone che scenderanno in piazza, alle loro aspettative, alle loro speranze, alla loro voglia di rompere il silenzio con cui si tenta di nascondere i drammi sociali provocati dalle politiche economiche neoliberiste e dell’austerità imposte dai mercati,  dalla BCE e dalla Troika.

Già in occasione delle ultime elezioni politiche in Grecia siamo stati presenti come LiberaRete e come Libera.Tv ad Atene ed abbiamo potuto raccontare la festa di un popolo per la vittoria di Syriza e l’elezione di Tsipras a capo del Governo. Questo legame oggi, nel momento in cui l’Europa e la BCE stringono il cappio al collo della Grecia, deve essere reso evidente anche in Italia e la manifestazione indetta per il 14 febbraio rappresenta una occasione da non sprecare.

La Grecia ha bisogno di noi e noi abbiamo bisogno della Grecia e del vento di speranza che soffia nei paesi del Mediterraneo.

Saremo presenti durante il corteo con i nostri taccuini, i nostri tablet e le nostre telecamere e pubblicheremo poi articoli, servizi video e resoconti su Libera.tv.

Stiamo lavorando anche per organizzare un banco informativo dell’Associazione LiberaRete sia alla partenza che all’arrivo del corteo. Il banco serve da supporto a coloro che sono impegnati nella documentazione dell’evento e ci consentirà di rendere anche fisicamente visibile la presenza della nostra associazione.

Con l’occasione ovviamente riempiremo lo spazio anche con il nostro materiale informativo ed il merchandising.

Ci vediamo in Piazza sabato 14 febbraio !

Per info sulla manifestazione : http://www.cambialagreciacambialeuropa.eu/

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STOP TTIP – LiberaRete aderisce alla campagna


NO TTIPIl TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership, è un  trattato  tra Unione Europea e Stati Uniti d’America attualmente oggetto di negoziati volutamente segreti. In tutta Europa associazioni, partiti, movimenti sociali, intellettuali stanno mobilitandosi perché i contenuti di questo accordo siano conosciuti dall’opinione pubblica e possano essere valutati prima che gli Stati sottoscrivano ciò che le lobby economiche transatlantiche vorrebbero. Sono in gioco diritti fondamentali come quelli del lavoro, dell’ambiente, della persona. E’ in pericolo la stessa democrazia. 

L’associazione di promozione sociale LiberaRete aderisce pienamente alla campagna STOP TTIP ITALIA. Questa campagna infatti sta cercando di portare all’attenzione di tutte e tutti cosa può significare (tanto più nel quadro di una scelta ideologica fortemente neoliberista e pro austerity come quella alla base del trattato) ad esempio l’introduzione di un arbitrato internazionale che metta sullo stesso piano singoli stati ed imprese multinazionali. Il trattato determinerà una ulteriore perdita di sovranità nella determinazione delle politiche economiche e sociali e cancellerà ogni funzione sostanziale della democrazia rappresentativa.NO TTIP

Tanti sono i pericoli che comporta una eventuale approvazione del TTIP. Tra questi,  come associazione che si batte innanzitutto per la libertà della informazione e della rete, ci preoccupano enormemente le parti del trattato che toccano la proprietà intellettuale e l’accesso ai dati personali.  Con la scusa della difesa del diritto d’autore si potrebbe limitare enormemente la libertà della rete e con il pretesto della competizione si rischia che tutti i nostri dati sensibili cadano nelle mani delle multinazionali. L’obiettivo ormai dichiarato è quello di chiudere gli spazi di contro informazione e comunicazione dal basso per fare della rete un luogo dove possano agire solo pochi attori globali dentro una logica oligarchica e mercantilista.

Per questo LiberaRete si impegna ad utilizzare tutti i propri canali di comunicazione, a partire dalla propria attività sulla SocialWebTv Libera.tv, per far conoscere il TTIP, per sostenere il dibattito sui temi affrontati nel trattato, per contrastare ogni tentativo di privatizzazione dei beni comuni materiali ed immateriali.

 

Per approfondimenti consulta il sito della campagna   STOP TTIP ITALIA

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I gufi in piazza – Controsemestre popolare


 

LA VOCE DEI GUFI

 

GufoIl 28 giugno a Roma sifilerà un corteo interessante. Sindacati di base, associazioni politiche e sociali, movimenti e singole personalità si sono unite per “rovinare la festa ” al Governo Renzi. L’obiettivo è il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea. Mentre il Governo intende utilizzare questo periodo per rafforzare la propria immagine interna ed internazionale le forze che animeranno il corteo di Roma mirano a ribaltare la comunicazione facendo emergere le responsabilità delle istituzioni europee per la crisi economica e sociale in atto. LiberaRete è interessata a conoscere le ragioni di chi, da sinistra, si propone di “rompere” l’attuale Europa dominata dai mercati, dalla finanza, dalle oligarchie economiche e politiche. Noi di LiberaRete saremo quindi in mezzo a questi GUFI per far conoscere le loro ragioni ed utilizzeremo la piattaforma di Libera.Tv per consentire a chiunque di vedere e sentire ciò che i media main stream cancellano.

 

Per approfondimenti : www.controsemestre.org

 

Controsemestre popolare

 

L’Appello per un ControSemestre popolare

Le elezioni europee hanno visto in Italia un risultato in controtendenza con quelli di tutti gli altri paesi devastati dalle politiche di austerità. Il nostro è il solo paese, assieme alla Germania, dove le forze di governo che hanno approvato e gestiscono il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio hanno avuto successo.
Questo non solo,per la passività e la paura che la crisi ha diffuso, ma anche perché sinora il confronto e lo scontro politico nel nostro paese hanno ignorato la questione Europa, salvo eccezioni positive che però sinora non hanno cambiato la tendenza di fondo. I rischi ritorno del nazionalismo, della xenofobia sono un altro frutto amaro delle misure di austerità,
Anche le lotte, a differenza degli altri paesi colpiti dalle politiche economiche della Troika , fin qui sono rimaste sul terreno dello scontro immediato e hanno lasciato sullo sfondo la contestazione dei ferrei vincoli che l’austerità europea ha posto alla democrazia e ai diritti sociali e del lavoro.
È ora di superare questa arretratezza italiana, è ora di mettere in campo anche da noi la contestazione nei confronti dell’Unione Europea per rompere il dominio sulle nostre vite da parte delle sue istituzioni formali e informali, a cominciare dalla BCE e dalla Troika.
Dal 1° luglio il governo italiano per sei mesi terrà la presidenza dell’Unione Europea. Noi faremo di questo l’occasione per contestare le scelte politiche e le istituzioni dell’UE, vogliamo che in Italia cresca un movimento convergente con quelli di tutti i paesi europei, per costruire un’alternativa politica, sociale ed economica ai Trattati dell’Unione Europea.
Per tutti i centri di potere economico, finanziario e politico il semestre italiano sarà l’occasione per continuare nell’austerità con i suoi terribili vincoli, mascherandola con una finta ridiscussione degli obblighi comunitari. Per il potere sarà l’occasione per rilanciare le controriforme liberiste e autoritarie presentandole con lo slogan “lo vuole l’Europa”.
Per noi questo semestre deve essere l’occasione per organizzare l’informazione e la mobilitazione contro l’UE e l’asservimento del governo ai diktat della Troikam per mobilitarci contro le politiche del lavoro che hanno portato alla riforma Fornero delle pensioni e al Jobs act, tutte ispirate dalla politica di precarizzazione e distruzione dei diritti del lavoro decisa dall’UE. Per mobilitarci contro la disoccupazione di massa, la precarietà, i licenziamenti e le delocalizzazioni. Per dire basta alla schiavitù e alle deportazioni dei migranti. Per fermare le privatizzazioni e la distruzione dei servizi pubblici e dei beni comuni. Per fermare la devastazione ambientale nel nome delle grandi opere. Per fermare gli sfratti e i pignoramenti. In tutti i paesi dell’UE si portano avanti queste politiche, per questo il nostro NO vale per l’Italia e vale per tutti i paesi europei.
Noi vogliamo la fine immediata delle politiche di austerità e rigore e per questo è necessario che crolli tutta l’impalcatura di trattati e vincoli che vengono usati dai governi per sostenere queste politiche di distruzione sociale. Chiediamo e ci mobilitiamo per far si che l’Italia denunci unilateralmente il Fiscal compact e il MES con tutti i regolamenti ad essi collegati, che hanno accentrato il potere decisionale delle politiche pubbliche nelle mani di una oligarchia che risponde solo ai mercati. Chiediamo che venga cancellato il pareggio di bilancio iscritto con i voti del PD e del PdL in Costituzione. Chiediamo la rottura di tutti i vincoli e le compatibilità che nel nome del rigore ci hanno portato a questo disastro sociale. Vogliamo costruire una politica che riconquisti i diritti democratici su tutti i principali strumenti della economia, dalla gestione del debito pubblico all’uso della moneta per varare politiche di espansione dell’occupazione, di riconversione ecologica delle produzioni, per la garanzia dei servizi pubblici e dei diritti sociali.
Noi rivendichiamo Costruiamo la mobilitazione e la lotta popolare per un programma immediato per il lavoro che cancelli la legge Fornero sulle pensioni e tutte le leggi sulla precarietà, che blocchi i licenziamenti nel privato come nel pubblico, che fermi le delocalizzazioni e le esternalizzazioni. Che restituisca salute e dignità al lavoro. Che garantisca un reddito a tutti i disoccupati.
Noi vogliamo costruire Costruiamo la mobilitazione e la lotta popolare per la democrazia, distrutta attaccata dal sistema di potere autoritario ed oligarchico che, nel nome dell’Europa, calpesta gli stessi principi costituzionali con leggi elettorali truffa e nei luoghi di lavoro con accordi come quello firmato da CGIL CISL UIL e Confindustria il 10 gennaio, che viola la Costituzione affermando che solo chi firma gli accordi ha diritto alla rappresentanza.
Noi crediamo sia necessario che il semestre italiano divenga un Controsemestre Popolare e di Lotta nel quale i principi, le istituzioni e i poteri che sono a capo delle politiche d’austerità vengano contestati punto per punto, momento per momento. Costruiamo un fronte ampio delle forze politiche, sindacali e sociali affinché il semestre del governo italiano in Europa diventi un Controsemestre popolare che contrasta con la mobilitazione e la lotta le istituzioni, i poteri dell’UE e le varie politiche di austerità.
Vogliamo riprendere la lotta per la pace e contro la politica di guerra e di riarmo che è perseguita con determinazione sempre più aggressiva da parte dell’Unione Europea subalterna agli Usa e alla NATO. Ora, dopo la Jugoslavia, la UE e la Nato delocalizzano una nuova guerra ai propri confini, in Ucraina.
Proponiamo quindi a tutte e tutti coloro che hanno partecipato alle mobilitazioni di questi anni e che oggi lottano, di costruire assieme un percorso comune per tutti questi sei mesi, nel pieno rispetto, anzi riconoscendo il valore, delle diverse pratiche, esperienze e culture e valorizzando anche l’articolazione delle iniziative. E nella comune forte solidarietà con chi è colpito dalla repressione.
Proponiamo quindi una manifestazione nazionale con corteo a Roma il 28 giugno per inaugurare così il Controsemestre popolare. Vogliamo accompagnare questo appuntamento con incontri e confronti tra tutte le forze e le persone che si oppongono all’austerità, ai Trattati Europei e ai governi che la perseguono.
L’11 luglio saremo in piazza a Torino contro il summit dei governi europei sulla precarietà e la disoccupazione di massa.
Il Controsemestre dovrà continuare con iniziative e confronti, lotte e mobilitazioni sia territoriali che nazionali che percorrano tutti i prossimi mesi.
Dobbiamo per la prima volta far davvero sentire in Europa la voce di un popolo che sta con coloro che, a partire dalla Grecia, subiscono e combattono i diktat della Troika. Il Presidente del Consiglio Renzi ci accusa di essere dei “gufi” che si augurano il suo fallimento e quello delle politiche che persegue. Occorre dimostrare che chi lotta non fa sconti a nessuno.
Invitiamo da subito a preparare con assemblee locali unitarie la manifestazione del 28 giugno a Roma, la mobilitazione e corteo di Torino dell’11 luglio e il programma del Controsemestre popolare e di lotta.

Usb,

Il Sindacato è un’altra cosa/Cgil

Cub Lazio,

Sbm (Trento)

Cobas Sanità (Venezia)

Asia – Usb

Ross@,

Noi Saremo Tutto,

campagna “Noi restiamo”,

Forum dei Movimenti per l’Acqua pubblica,

Nicoletta Dosio ed altri militanti movimento No Tav

Movimento Immigrati e Rifugiati

Lavoratori Autorganizzati Mef

Alba (nazionale e nodo di Roma)

Rete No War

Partito Comunista dei Lavoratori

Partito dei Comunisti Italiani

Partito della Rifondazione Comunista

Rete dei Comunisti

Sinistra Anticapitalista,

Carc,

Piattaforma Comunista

le adesioni vanno inviate a: controsemestre@gmail.com 

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